E' vero, lo ha scritto sopra un muro, ma è come se dicesse agli altri writers imbrattatori di muri e di carrozze della metrò, che si deve aspirare a qualcosa di più grande
lunedì 3 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
UMORISMO 2
Cremona che ride
Numeri unici e giornali satirici il
Lombardia dall’unità d’Italia alla liberazione.
Questo è il catalogo con tanto di
vignette di una mostra veramente interessante svoltasi nel 2011 a
Cremona.
È diviso in capitoli storici.
Risorgimento. Si parla di Don
Pirlone, foglio fondato dai liberali nel 1848, anticlericale con
caricature politiche. Si passa a Il Fischietto, pro-Cavour. Vi
è La Rana, bolognese, che racconta della politica italiana ed
estera.
Il nuovo secolo e la Prima Guerra
Mondiale. Vi è L’Asino, fortemente anticlericale,
sequestrato diverse volte per oltraggio al pudore. La Tradotta
ed altri detti giornali di trincea, destinati ad allietare le nostre
forze armate in guerra.
Il Fascismo e la Seconda Guerra
Mondiale. Il più famoso ed importante fu l’antifascista il
Becco giallo. A ruota il milanese Guerin Meschino.
La liberazione e l’Italia
democratica 1945-1953- Fra Diavolo, L’Orlando, Cantachiaro
di Garinei e Giovannini, L’Uomo Qualunque.
Vi è anche un capitolo sull’umorismo
dei giornali cremonesi, molto attivi tra il 1874 e il 1946.
In ultimo, come segno di reverenza Le
Italie di Guareschi. Un capitolo sull’umorista e scrittore
italiano più tradotto nel mondo, anima del Bertoldo e poi del
Candido.
mercoledì 26 febbraio 2014
UMORISMO 1
San Tommaso d’Aquino nella sua Summa Teologica scrive che
l’umorismo è una virtù e chiede a Dio che giornalmente gli sia donata.
Ma, umoristi si nasce o si diventa?
Chesterton superò una depressione iniziata nell’adolescenza
quando divenne cosciente che la realtà è fatta da Dio. Da lì iniziò a vivere
l’esistenza senza prendersi troppo sul serio, e scrisse i libri che scrisse.
Sono arrivato, io uomo qualunque che ha appena superato la
mezza età (onore a Marcello Marchesi), ad avere un’intuizione: il primo e più
grande umorista è Dio.
Mi ha fatto girare da un punto all’altro, saltare, correre,
camminare, lavorare, incontrare persone, piangere, divertirmi, affannarmi,
preoccuparmi, rilassarmi per farmi dire: Io, sei Tu che mi fai.
Quando ho questa certezza le difficoltà diventano minime e
sorrido della vita e delle cose che mi accadono. Si fischietta e si canta. E si
vive.
Le virtù si
conquistano pian piano, passo dopo passo.
Quando ero ragazzino mi divertivo a guardare le comiche di
Stanlio e Ollio, Totò e Fabrizi, i cartoni animati di Gustavo. I film di Don
Camillo e Peppone mi colpirono così tanto che cominciai a leggere i libri di
Guareschi. Quando lessi per la prima volta Il Compagno don Camillo, risi di
gusto. E non ho più smesso. Sono passato poi a collezionare i sui giornali,
Bertoldo e Candido, a leggere i sui amici/colleghi, Carlo Manzoni, Giovanni
Mosca, Vittorio Metz.
Ho allargato poi l’orizzonte all’umorismo e alla satira dei giornali italiani.
Ho allargato poi l’orizzonte all’umorismo e alla satira dei giornali italiani.
A venire presenterò qui, in maniera sconnessa, libri, giornali, autori, che hanno fatto la storia dell’umorismo in Italia.
venerdì 14 febbraio 2014
Eugenio Corti
EUGENIO CORTI
Scrivo oggi dopo una settimana dalla morte di Eugenio
Corti. Alcuni giornali, IL FOGLIO, AVVENIRE, LIBERO, IL GIORNALE, L'OSSERVATORE
ROMANO hanno scritto di lui, esaltando i suoi scritti.
Il CORSERA, per tributargli una lieve
encomio, ma soprattutto per rinfacciare a questi colleghi di essersi lamentati perché È.
Corti non era stato tenuto nella giusta
considerazione dovuta mentre era in vita.
Così va la stampa e la cultura. Se ancora si disquisisce
sulla veridicità della Foibe, figurarsi se si porta in vita sugli altari un
autore che si dichiara cattolico e anticomunista, non per partito preso, ma per
aver vissuto sulla propria pelle una ideologia inumana, barbara ed assassina.
Avete mai visto in Italia battage pubblicitario per i
libri di Corti? Intendo, recensioni o
marchette compiacenti?
Intellettuali italiani chiedere il Nobel per la sua
prosa?
In Francia LE FIGARO' gli ha attribuito gli onori di
essere stato uno dei maggiori scrittori del '900, ed IL CAVALLO ROSSO un
capolavoro della narrativa.
Questo libro ha avuto 25 edizioni, ed stato tradotto in 8 lingue.
Vi pare poco?
Intanto nel 1997 Dario Fo, ex repubblichino convertitosi
al comunismo riceve il Premio Nobel per la Letteratura, con la seguente
motivazione: "Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali,
dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi".
Roba da matti! Anzi da ridere, ma non certo le gags di Fo, che invece facevan
piangere.
mercoledì 12 febbraio 2014
Book da leggere: IL TEUTONE - LA SETTA DEI MANTELLI NERI
Guido Cervo
Piemme
Piemme
Questo è il terzo
libro con protagonista il cavaliere dell’Ordine Teutonico, Eustachius von
Felben.
Questa volta si
ritrova a sedare la rivolta delle popolazioni indigene, che rifiutano la
conversione al Cristianesimo alimentata dalla setta dei Mantelli Neri, con a
capo un crudele sciamano che pratica sacrifici umani. Hanno il loro covo in
un’isola nelle lontane paludose terre dei laghi Masuri. Eustachius von Felben guiderà
una spedizione contro i sanguinari Mantelli Neri inoltrandosi nelle terre
selvagge stroncando i barbari residui del paganesimo e portando la pace.
La battaglia sul lago ghiacciato – il Teutone
Guido Cervo
Piemme
Secondo libro della saga con protagonista il cavaliere teutone Eustachius von Felben.
La sua missione è quella di accompagnare un alto cavaliere dell’Ordine per trattare la pace nella guerra intentata alla Russia contro il principato russo di Vladimir-Suzdal. Una guerra fratricida, i russi sono cattolici ortodossi. Scoprirà il fanatismo e le violenze di uomini del clero e dell’Ordine che hanno proclamato una crociata contro fedeli che combattono anch’essi con vessilli e gonfaloni raffiguranti i Santi e la Vergine Maria.
L’ottusità e l’irragionevolezza porterà allo scontro finale sul lago ghiacciato dei
Cjudi, dove i russi capitanati dal giovane principe russo Aleksandr Nevskij sconfiggeranno i tedeschi.
Buon libro anche questo per chi ama le saghe medioevali.
Piemme
Secondo libro della saga con protagonista il cavaliere teutone Eustachius von Felben.
La sua missione è quella di accompagnare un alto cavaliere dell’Ordine per trattare la pace nella guerra intentata alla Russia contro il principato russo di Vladimir-Suzdal. Una guerra fratricida, i russi sono cattolici ortodossi. Scoprirà il fanatismo e le violenze di uomini del clero e dell’Ordine che hanno proclamato una crociata contro fedeli che combattono anch’essi con vessilli e gonfaloni raffiguranti i Santi e la Vergine Maria.
L’ottusità e l’irragionevolezza porterà allo scontro finale sul lago ghiacciato dei
Cjudi, dove i russi capitanati dal giovane principe russo Aleksandr Nevskij sconfiggeranno i tedeschi.
Buon libro anche questo per chi ama le saghe medioevali.
La Croce Perduta - il Teutone
Guido Cervo
Piemme
Eustachius von Felben è un monaco guerriero dell'Ordine dei cavalieri teutonici che dopo vent’anni di Terrasanta torna in Europa. Ha una missione da compiere: scortare un veneziano che per conto del Doge deve consegnare una croce preziosa appartenuta a Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, al Gran Maestro dell'Ordine di Prussia. Siamo nel 1241 e i tartari stanno invadendo l’Europa centrale, devastando e uccidendo le popolazioni cristiane. Il cavaliere teutone incrocerà sulla propria strada i tartari contro cui combatterà per liberare i cristiani resi schiavi e per recuperare la croce caduta nelle mani degli invasori. Come difese i luoghi sacri in Terrasanta, Eustachius continua la sua vita a difesa della cristianità in Prussia.
Un buon romanzo che è l’inizio di una saga. Ben scritto in cui il contesto storico ci riporta alle radici dell’Europa cristiana.
Piemme
Eustachius von Felben è un monaco guerriero dell'Ordine dei cavalieri teutonici che dopo vent’anni di Terrasanta torna in Europa. Ha una missione da compiere: scortare un veneziano che per conto del Doge deve consegnare una croce preziosa appartenuta a Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, al Gran Maestro dell'Ordine di Prussia. Siamo nel 1241 e i tartari stanno invadendo l’Europa centrale, devastando e uccidendo le popolazioni cristiane. Il cavaliere teutone incrocerà sulla propria strada i tartari contro cui combatterà per liberare i cristiani resi schiavi e per recuperare la croce caduta nelle mani degli invasori. Come difese i luoghi sacri in Terrasanta, Eustachius continua la sua vita a difesa della cristianità in Prussia.
Un buon romanzo che è l’inizio di una saga. Ben scritto in cui il contesto storico ci riporta alle radici dell’Europa cristiana.
lunedì 10 febbraio 2014
I BRACCIALETTI ROSSI
Quando
mi è stato proposto di scrivere questo articolo, ho avuto un sussulto, il
giorno appresso sarei andato a trovare un amico d’infanzia, d’adolescenza e di
maturità che è malato di Sla.
Perciò
il dover vedere Braccialetti rossi,
mi è costato fatica. Rifuggo davanti al dolore fisico, tendo ad arrabbiarmi, ma
anche a stare in silenzio.
Ma,
inaspettatamente durante un pranzo con due professionisti che operano in tv e
nella fiction da trent’anni sono nate
alcune considerazioni. Un tv-lunch più che un Tv Talk stile Rai.
Finora è
stata farina del mio sacco. Ringrazio per il seguito, i miei due attempati
amici.
Ma
perché questa fiction ha così successo?
1 Perché
è normale. È normale parlare del dolore, è normale che ci si aiuti, è normale
donare se stessi, è normale il dolore stesso. Fa parte della vita vivere e
morire, aiutarsi e fare un gruppo, volersi bene o cedere al male (diciamo
così); fa parte della vita cadere e rialzarsi, mangiare e dormire, stare
insieme o pensare da soli, piangere e ridere contemporaneamente.
2 2 Questo
oggi desta scalpore e, occorre trovare perciò motivazioni sopite del perché
tanto successo della fiction. Ciò che è normale è diventato strano e persino il
nostro pensiero non è più semplice e deve costruire teorie e sistemi per tenere
insieme le cose dell’esistenza.
3 Se
fossimo liberi di ascoltare le fiammelle del nostro cuore, saremmo
semplicemente contenti di sentire la vita vivere in noi. Senza preoccupazioni
ulteriori, anzi … la creatività avrebbe la sua parte d’onore.
Questi
sono i Braccialetti rossi: ragazzi, che affrontano il
dolore con amicizia, ironia e volontà di superare se stessi, offrendo uno
sguardo diverso sulla malattia, percorsi umani dolorosi, complicati e
commoventi proprio come è la vita. Un mondo che la prima serata tv di solito
non racconta e che sembra aver rapito il pubblico per il tono lieve della
narrazione e l’aspetto pedagogico della serie, ricca di messaggi positivi,
speculari a quell’edonismo che insegue la
bellezza a qualunque costo e contempla una fuga da tutto ciò che sembra
corrompere il nostro corpo.
Scheda della fiction
In onda
su Rai1 in prime time alla domenica, Braccialetti
rossi, la serie tv in 6 puntate diretta da Giacomo Campiotti e prodotta da
Palomar e Rai Fiction, sta convincendo la critica ma anche i telespettatori che
l’hanno premiata, conquistando di diritto la prima serata: se le prime due puntate erano arrivate al 20% di share registrando 5.700.000 telespettatori, ieri sera è stato superato il 20% con 6 milioni di teste. La fiction è la riproposizione della
serie catalana campione di ascolti Polseres
Vermelles creata da Albert Espinosa
e Pau Freixas e prodotta per TV 3 Televisio de Catalunya, i cui i diritti di
remake per gli Stati Uniti sono stati acquistati da Steven Spielberg. La storia
è ispirata proprio all’esperienza dolorosa e al tempo stesso piena di speranza
di Albert Espinosa, autore di Braccialetti
Rossi (Salani, 2014), dove ha raccontato la sua giovinezza segnata da un
cancro poi vinto e di come si può trasformare un dolore in voglia di vivere.
Una
fiction che, in controtendenza, non parla né di mafia né di amori melodrammatici:
ambientata all'interno di un ospedale, racconta la vita e l’amicizia
di sei ragazzi dagli 11 ai 17 anni che, tra momenti difficili e cure a cui
devono sottoporsi, formano un gruppo di amici diventando inseparabili.
Un cast di giovanissimi al debutto e di bravi
attori che già alla seconda puntata
dimostra di aver convinto e conquistato il pubblico dai 15 ai 24 anni ha
rappresentando quasi il 18% di quello complessivo che ha visto le prime due
puntate.
Una
serie senza complessi artifici narrativi, buonismi retorici, né nomi
altisonanti nei titoli di testa, un prodotto televisivo che, per Carlo Degli
Esposti (produttore anche de Il
Commissario Montalbano), tira la riga d’inizio per il nuovo corso della
fiction nostrana.
Ad arricchire
e connotare la narrazione ci sono le canzoni inedite firmate da Niccolò Agliardi,
che si alternano a 5 successi già noti al grande pubblico di artisti italiani
del calibro di Laura Pausini, Tiziano Ferro, Emma Marrone e Vasco Rossi.
venerdì 7 febbraio 2014
Tv e animalisti
C’è uno spot pubblicitario della casa automobilistica Volvo che
sta girando nell’etere. Il testimonial è il grande Zlatan Ibrahimovic. Lo spot si conclude con il calciatore che
inquadra nel mirino del suo fucile da caccia un cervo, ma poi come De Niro ne
Il Cacciatore, non gli spara.
Oltre che applaudirlo per le sue prestazioni sul prato verde,
bisognerebbe rendergli atto della buona figura che fa non sparando all’animale.
Non è una ideona, ma un remake, però lode alla car svedese e a Ibra che si
pongono con forza e potenza simile, ma nel dovuto rispetto alla natura.
E qui casca l’asino, anzi il cervo.
La solita sedicente associazione animalista si è schierata contro
Ibra e la Volvo.
Che palle! Non se ne può più di questi animalisti che sono per
ogni forma di vita animale, ma spesso si dimenticano di quella umana.
E così andiamo avanti e parliamo dell’ormai famoso cartone animato
Peppa Pig.
È la serie animata che ha subissato le altre e la protagonista è
diventata la star dei più piccoli, invadendo oltre che la tv e internet anche
il mercato del merchandiser.
Anche qui gli animalisti si sono sollevati, nel rispetto questa
volta dei suini e di tutti gli animali che sono di contorno.
Alcuni hanno anche scritto, in base alla geometria dei disegni,
che si tratta di un cartone massonico. Per di più targato walt Disney.
La WD, invece non ha prodotto il cartone, ma visto l’enorme
successo, per non restare al palo, ne ha comprato i diritti di distribuzione ed
emissione tv.
A questi animalisti e complottisti che tirano in ballo
l’educazione dei nostri piccoli bimbi avanzando delle tesi strampalate che
mettono in prima fila, non i bimbi, ma in questo caso i maiali, dico che è ora
di smetterla.
Faccio io un po’ di dietrologia. Che siano stati gli animalista
compiere i furti (sei/sette) avvenuti nella zona di Cremona /Mantova, dove
interi allevamenti sono stati rubati con professionalità malandrina tra ottobre
e dicembre? Li avranno liberati poi in
qualche bosco?
Faccio un passo indietro. Ve la ricordate Caterina, la ragazza
sofferente di quattro rare malattie genetiche che aveva postato su Facebook un
manifesto a favore della sperimentazione animale, ringraziando i genetisti che
le stanno dando la possibilità di vivere?
Vi ricordate che insulti e che minacce aveva ricevuto?
Bene, anzi male. Appena si muove un’auto, un calciatore, dei
porcellini, una foglia, si sveglia un saccente animalista.
A voi animalisti un’accortezza: Ibra in campo non reagisce quasi
mai, fuori dagli stadi non so, ma sappiate che è un cultore di arti marziali….
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