giovedì 12 aprile 2018

mercoledì 11 aprile 2018

Maurizio de Giovanni - SOUVENIR per i Bastardi di Pizzofalcone



Maurizio de Giovanni
SOUVENIR per i Bastardi di Pizzofalcone
Einaudi

Questo è l'ultimo romanzo con protagonisti i Bastardi del commissariato di Pizzofalcone.
Ormai, dopo la fiction tv, abbiamo anche dei volti che li rappresentano e ciò non guasta all'immedesimazione del lettore.
Un uomo viene trovato in fin di vita massacrato di botte. I nostri scoprono che un americano in vacanza con la sorella e la madre ammalata di Alzaimer. Questa era una star del cinema degli anni '60. Si era innamorato di un cameriere napoletano, era tornata negli States, aveva messo al mondo un figlio frutto della relazione con l'italiano. Avevano tenuto una fitta corrispondenza per quarant'anni, un amore che non si era mai cancellato.
Ma perché il figlio dell'attrice è stato massacrato? Cosa o chi cercava?
Questo il mistero che il Cinese e company cercheranno di scoprire e che li porterà ad indagare sulla criminalità organizzata napoletana.

Le caratterizzazioni dei protagonisti son sempre di più accentuate, ormai conosciamo i problemi, le ansie, gli amori, di ciascuno dei componenti dei Bastardi.

martedì 10 aprile 2018

lunedì 9 aprile 2018

Roberto Perrone - L'ESTATE DEGLI INGANNI




Roberto Perrone
L'ESTATE DEGLI INGANNI
nero Rizzoli


Il primo romanzo con protagonista Annibale Canessa non mi aveva entusiasmato.
Questo secondo romanzo invece è convincente. Se Roberto Perrone gode di buona stampa  è perché lo merita.

Ha attraversato il periodo della strage alla stazione di Bologna (senza mai nominare la città), passando per il Mig libico abbattuto in territorio italiano, coinvolgendo Gheddafi e i ministri degli Esteri, Difesa e Interni di quel periodo, riportando il tutto al tempo presente, mettendoci il Mossad, un killer ora in carrozzella, una donna assassina e un po' di omicidi qua e là. Con flash back e cronologie ad intarsio che in fine collimano. Personaggi ben caratterizzati, sempre di più rispetto al primo romanzo. Qualche scivolone ci sta, dall'agente dei servizi segreti malvestito al sesso gratuito dei protagonisti. Potere, politica, dinero, sesso, gli ingredienti per un giallo internazionale dove l'intelligente ex colonnello Canessa è sempre avanti tutti, forse troppo. Comunque mi è piaciuto, è un buon romanzo.

giovedì 5 aprile 2018

JIJÉ - LARRY SPRING

JIJÉ
LARRY SPRING



Il grande disegnatore belga JIJÉ nel 1954, dopo un soggiorno americano, ideò il personaggio di LARRY SPRING, eroe di un West targato Europa e non Usa, senza demonizzazione degli indiani come cattivi soggetti.
I disegni sono curati e dettagliati, i testi forse un po' troppo verbosi. Mi viene in mente il primo Tex Willer.



LARRY SPRING è un cavaliere medievale trapiantato nel west, senza macchia e senza peccato, sempre dalla parte della verità e della giustizia. Al suo fianco il simpatico  messicano Pancho che spesso risolve i problemi del protagonista.

Da ricordare che JIJÉ illustrò a fumetti la vita di San Giovanni Bosco e di Bernadette di Lourdes.

martedì 3 aprile 2018

JAMES NACHTWEY - MEMORIA





JAMES NACHTWEY
MEMORIA

Bellissima questa mostra a Palazzo Reale di Milano fino all'inizio di marzo.
Grande e coraggioso fotografo che ha girato in lungo e in largo per il mondo fotografando guerre, dolore, povertà, morte, disastri, lacrime. 



Più che le mie parole valgono le immagini della mostra, concepita con un percorso per paesi e nazioni. Foto retroilluminate eccezionali, dove sicuramente il bianco e nero ci immedesimano notevolmente nel dolore.




Anche però le foto a colori sono colte in attimi e particolari decisamente esplicativi.





venerdì 30 marzo 2018

BARABBA






Nel 1951 Pat Lagerkvist vinse il premio Nobel per la Letteratura quando ancora questa onorificenza valeva qualcosa.
Era un poeta ma scrisse diversi romanzi, tra cui il più popolare è Barabba, che fu portato sullo schermo nel 1961 da Richard Fleischer con attori di grosso calibro quali Silvana Mangano, Ernest Borgnine, Jack Palance, Arnoldo Foà, Paola Pitagora, Arthur Kennedy, Harry Andrews, Vittorio Gassman e Anthony Quinn. 
Questi ha interpretato alla grande il film nelle vesti di Barabba, l'assassino liberato per volere della folla, condannando invece Gesù.
Non ha pace per lo scambio e quando apprende che Gesù è risorto si reca al sepolcro e poi dagli Apostoli dove incontra San Pietro e  Lazzaro.
Ritorna alla sua vita di bandito finché non viene arrestato e mandato ai lavori forzati in una cava di zolfo in Sicilia. Il fisico tiene e dopo vent'anni è incatenato con Sahak/Vittorio Gassman, un cristiano che Barabba salva nel crollo della miniera. Vengono portati a Roma dove diventano gladiatori. Sahak decide di non uccidere nell’arena, professa la sua fede cattolica e viene ucciso da Jack Palance capo dei gladiatori. Barabba combatte contro questi, lo uccide a furor di popolo e ottiene la libertà.  Recupera il corpo di Gassman e lo porta nelle catacombe dagli Apostoli dove reincontra San Pietro. Si converte a suo modo ma il finale non lo svelo.

Che destino quello di Barabba.... Salvato da Gesù ancor prima che questi fosse resuscitato. Barabba vaga, ha incontri che non lo lasciano tranquillo che lo portano sulla soglia della conversione. Un uomo tormentato che si interroga del perché della morte e del perché proprio lui invece è rimasto in vita:
"Lui è morto al mio posto, si è preso la mia morte" urla ai romani e “Gesù è morto al mio posto. Perché io, perché ha scelto me?”
Cerca la verità ma si ferma sempre all’ingresso: "Hai rifiutato di credere ma non te ne sei scordato", “Forse il maestro vuole che tu viva per un suo scopo” gli dice il cristiano Gassman.
A San Pietro chiede: “Perché Dio non si esprime chiaramente?” e l’Apostolo risponde “Eri il più lontano ma Dio ti è sempre stato vicino”

Una nota. Vi è un percorso quasi parallelo tra ciò che Barabba vede con gli occhi ma  anche sente nel suo cuore, la luce e il buio: vede Gesù illuminato da una gran luce prima di essere liberato; è sul Golgota quando tutto è buio; incontra un mendicante cieco; nella miniera un anziano prigioniero gli insegna a coprirsi gli occhi per non restare cieco come lui; le fiamme del fuoco di Roma e lui che alla fine del film dice:
“È notte o giorno? Era l'ora sesta quando il buio…”